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Il mondo degli appassionati dei sintetizzatori deve molto più di qualcosa ad una quasi sconosciuta, almeno in patria, ditta costruttrice di apparati elettronici per la musica e al suo creatore Mario Crucianelli, scomparso diversi anni fa. Parliamo infatti della CRUMAR di Castelfidardo in provincia di Ancona. La società è conosciuta ai più per aver prodotto degli ottimi organi elettronici per l’emulazione del suono Hammond come l’ORGANIZER T1 (1978), l’ORGANIZER T2 (1978) e il T1/c (1981); affiancando alla produzione di questi, affascinanti tastiere di tipo analogico e bellissimi sintetizzatori. Ma cominciamo dagli inizi: Negli anni ’60 c’era la “Crucianelli Mario e figli-fisarmoniche”, sempre nello stesso periodo la famiglia Crucianelli aveva fondato la Elka e cioè la seconda ditta di elettronica musicale italiana dopo la Farfisa. A capo della Elka era stato messo il signor Piero Crucianelli. Sul finire degli anni sessanta, e parallelamente a quello che stava già realizzando la Farfisa, la famiglia Crucianelli aveva ideato la prima fisarmonica elettronica. Con l'avvento degli anni '70, le diatribe famigliari portarono Mario ad uscire dalla Elka e a fondare assieme al fratello Vincenzo la CRUMAR. Il nome sta per CRUcianelli e MARchetti, un socio che all’epoca produceva trasformatori elettrici. Il gioco di parole CRUcianelli MARio è quindi un’informazione errata. La Marchetti si ritirò presto dall’impegno aziendale e rimase la sola famiglia di Mario a gestire la ditta che all’inizio rappresentava una piccola società a conduzione familiare. Dopo qualche anno la Crumar, pur rimanendo come concezione e produzione una realtà poco più che artigianale, allargò il proprio organico a 300 dipendenti circa. Il cuore dell’azienda era composto da due laboratori elettronici e da un laboratorio meccanico. I primi erano dedicati a due tipologie di prodotto; in uno c’era l’ingegnere Carlo Orsetti e il suo codesigner Gervasio Pannelli. Pannelli era analogico e addetto all’hardware mentre Orsetti seguiva le innovazioni tecnologiche come quella portata dal digitale. Entrambi bravissimi tecnici che si occupavano degli organi elettrici per la casa, quelli a due tastiere che all’epoca andavano di moda. Nell’altro laboratorio lavoravano Rossano Bravi, che era il direttore capo, e l’ingegnere Luciano Jura, assistente aggiunto in forze dal 1978. In questo venivano ideati tutti gli strumenti di stampo professionale. Il laboratorio meccanico aiutava entrambi i laboratori elettronici nella realizzazione dei prodotti finiti e dell’estetica. La persona che più di tutte curava l’estetica degli strumenti Crumar era Sante Crucianelli, che oltre ad essere il figlio del proprietario, era un aggiunto direttore commerciale e colui che faceva da tramite tra i laboratori e la parte commerciale; quindi l’anima dei Crucianelli dentro ai laboratori. Quando un progetto era terminato, la produzione si preoccupava di realizzare disegni, modelli estetici e tutto quello che serviva alla produzione finale dello strumento. A prodotto finito, iniziavano le procedure di collaudo delle schede, che venivano prodotte sempre all’interno dell’azienda; il test delle schede risultava pertanto il collaudo del prodotto finito. Esisteva anche una figura di responsabile della produzione, la stessa risultava dislocata in uno stabilimento a fianco e le trecento persone erano necessarie proprio per il montaggio delle tastiere. Le uniche cose che non venivano costruite all’interno erano i mobili e le strutture di contenimento delle quali si occupava una falegnameria apposita. Di fatto quindi, oltre il 90% del lavoro veniva svolto all’interno della Crumar di Castelfidardo. La storia del vecchio Crumar Museum iniziava dal Multiman-S, ma prima c’erano state altre tastiere, come mi ricorda giustamente lo stesso Sante Crucianelli. La più importante era stata sicuramente il COMPACT PIANO; si tratta di un'idea dello stesso Sante che, dopo aver vissuto per un periodo negli Stati Uniti, aveva carpito le necessità dei musicisti del tempo. L’idea di creare un piano elettrico portatile e compatto era infatti molto avanguardista. Contemporaneamente la Crumar aveva immesso nel mercato altri due modelli di piani elettrici: l' ELECTRONIC PIANO per l'uso semi-professionale, e l' HOME PIANO per l'utilizzo puramente casalingo. C’erano poi i vari BRASSMAN e JAZZMAN che risultano comunque dei surrogati del MULTIMAN. Il BRASSMAN per i suoni dei fiati e il JAZZMAN per il piano elettrico e lo xilofono. Venne realizzato anche un clone dell’SH1000 della Roland, si chiamava COMPAC SYNTH ma non venne mai costruito in serie rimanendo pertanto prototipo; Sante lo ricorda come una stupidaggine molto limitata. La macchina di trapasso tra la vecchia Crumar a conduzione famigliare e la nuova Società Per Azioni del 1977 fu il MULTIMAN-S. La differenza sostanziale tra il primo MULTIMAN e la versione “S”, non è solamente estetica in quanto il primo venne realizzato con la collaborazione di musicisti italiani, mentre il secondo venne studiato con tecnici e musicisti americani. A tale proposito rendo noto che nel 1983, negli USA, venne redatta una classifica di vendita degli strumenti a tastiera del decennio precedente; all’interno di questa il MULTIMAN-S occupava il secondo posto dopo il Fender Rhodes. La fortuna della Crumar era stata infatti quella di possedere un distributore americano, la Music Technology Inc. (dicasi MTI). All’MTI c’erano delle persone molto in gamba, queste vivevano ovviamente la realtà musicale americana; in particolare parlo di Denis Brifiel, musicista laureato in scienze della comunicazione, che spronava l’azienda italiana a realizzare delle tastiere che seguissero le esigenze del mercato statunitense. Da questo deriva il grande successo ottenuto dalla Crumar fra i musicisti americani, di gran lunga superiore alle attenzioni che gli stessi riservavano alla Farfisa o alla Elka. La Crumar rappresentava quindi la punta di diamante delle case costruttrici europee, non tanto tecnologicamente ma come concezione del prodotto stesso, era più moderna perché in quei luoghi seguiva il mercato. Tanto è vero che musicisti come Billy Joel, Stevie Wonder, Joe Vannelli, negli anni ’70 utilizzavano strumenti rigorosamente marchiati Crumar. Si pensi anche che in Giappone, dove non esisteva una rete commerciale dedicata, esisteva un vero e proprio culto per gli strumenti elettronici della Crumar. La
prima multi-tastiera veramente degna di nota costruita dalla Crumar nel
1974 fu il MULTIMAN che può
generare e controllare a differenza del BRASSMAN o di altri modelli della
serie "...MAN" più di una famiglia di
strumenti sintetici. Il salto qualitativo avvenne però nel 1977 quando,
ridisegnato e corretto il modello appena esposto, fu commercializzato
in Europa come MULTIMAN-S e negli Stati Uniti come ORCHESTRATOR. Si tratta
di una multi-tastiera in grado di emulare il suono del piano elettrico,
del clavicembalo, dei fiati, dei violini e degli archi in genere.
Soprassedendo sulla scarsa qualità della sezione piano elettrico, si può
tranquillamente asserire che le sezioni “archi” e “fiati” della
macchina risultano notevolmente qualitative e per l’epoca
rappresentavano una valida alternativa ai vari Solina, RMI e Mellotron.
Porto notizia anche di un MULTIMAN S/2; quest'ultimo
non
è altro che un rifacimento elettronico del classico Multiman-S, anche
l'estetica risulta diversificata e molto similare a quella
del COMPOSER. L’S-3 invece è un progetto della General Music dopo che
la Crumar era stata assorbita dalla stessa. Nel frattempo fece la
comparsa una versione portatile di
queste tastiere; si tratta del PERFORMER che, mantenendo le
caratteristiche soniche dei fratelli maggiori, diminuisce i controlli e i
suoni disponibili a favore di una più leggera e maneggevole struttura
esterna. La sezione “brass” del PERFORMER monta un piccolo filtro, un
controllo per l’attacco e uno per il decadimento, oltre ad un
oscillatore a bassa frequenza per le modulazioni. Quella “string” è lasciata
invece abbastanza libera. Qualche anno dopo, nel 1983 per
l’esattezza, la CRUMAR riprogettò e commercializzò una
seconda versione del PERFORMER. I primi veri sintetizzatori prodotti nel 1978 dalla CRUMAR
furono i DS1 e i DS2 (digital synthesizers); si tratta di macchine
equipaggiate, probabilmente fra le prime, con tastiera a scansione
digitale ed oscillatori controllati digitalmente (DCO) invece che con i
classici VCO. Si tratta di synth monofonici ampiamente versatili, il DS2
possiede anche una sezione polifonica a tutta tastiera. Quello più venduto dei due
era il secondo con una proporzione di 5 a 1 (questo spiega il motivo per
cui non si trovano facilmente i modelli DS1). Il fatto che sul DS2 ci sia poi un Sample & Hold,
circuito che permette di
fare delle figure strane e ripetitive, dimostra come ci si possa accostare
ai sintetizzatori in maniera completamente originale. Luciano Jura, che
all’epoca era il dimostratore ufficiale di queste macchine, ricorda come
equipaggiati con un DS2 e con altre tre tastiere Crumar, si potessero eseguire delle
performance di grande impatto. Per quanto riguarda il
prototipo chiamato POLYTRON, il sig. Sante enuncia due possibili
spiegazioni. Potrebbe trattarsi del primo nome dato al GDS (secondo il
sottoscritto è la teoria maggiormente coerente), oppure potrebbe
trattarsi di un prototipo di un sistema che era in cantiere all’epoca.
Si trattava di ricostruire una sorta di “Mellortron” elettronico/meccanico
con all’interno dei lettori di bobine magnetiche.
Era un progetto di un inglese un
po’ strano che doveva essere industrializzato e prodotto in Italia ma
che di fatto non andò in porto in quanto abominevole e di poco
fondamento. Era un qualcosa proposto dal distributore Crumar inglese, un
Vescovo Sic di origini indiane. INTERVISTA
ALL’INGEGNERE LUCIANO JURA: 1)
Una domanda personale. 2)
Cortesemente mi può svelare a quali modelli ha lavorato? 3)
Come arrivavate ai circuiti responsabili dei suoni bellissimi ed
affascinanti? Se esiste qualche segreto, a distanza di quasi 30 anni può
rivelarmelo in esclusiva? 4)
Non arrivavate quindi ad un suono per coincidenza o dopo svariate
prove; decidevate già in antecedenza che tipo di suono doveva
risultare… 5)
Gli strumenti Crumar non erano indirizzati ai
musicisti elettronici. Lo prova il fatto che non sono dotati di ingressi
di controllo CV. Nell’ambiente della musica elettronica, come ben saprà,
il tutto ruota attorno alle tastiere, ai sequencer, alle drum machine e
alla sinergia di tutti questi elementi. Non aver puntato sul settore
“musica elettronica”, secondo me ha tagliato le gambe a molti vostri
progetti. 6)
L’unica pecca dei Bit sono le
implementazioni midi incomplete. Un vero peccato per gli appassionati di
controller analogici midi e di programmi informatici di gestione synth. 7)
Ricorda qualche aneddoto particolare accaduto durante la sua
permanenza alla Crumar? 8)
Incontri, scontri e storie riguardanti i musicisti legati alle
macchine Crumar… 9)
Musicalmente parlando, chi è Luciano Iura? (nds: A
questo punto posso ammirare il bellissimo pianoforte a coda del 1912 che
staziona nel salone di casa Jura, Luciano accenna solo alcuni accordi;
possiede un suono bellissimo; oggi è questo lo stradivari dei pianoforti;
fra cento anni saranno le tastiere Crumar a divenire i veri strumenti
stradivari dell’era elettronica del suono). |
| SERIE | MODELLO |
ANNO |
LINK INTERNO | |||||
| Serie Compac | Compac-Piano (B1) | 1972 | info + foto | |||||
| Compac Piano (B2) | 1973 | info + foto | ||||||
| Compac String | 1973 | info + foto | ||||||
| Compac Brass | 1973 | info + foto | ||||||
| Serie Man | Brassman | 1974 | info + foto | |||||
| Pianoman | 1974 | info + foto | ||||||
| Jazzman | 1974 | info + foto | ||||||
| Stringman | 1974 | info + foto | ||||||
| Multiman | 1975 | info + foto | ||||||
| I primi organi | Organizer | 1974 | info + foto | |||||
| Traveller | 1974 | info + foto | ||||||
| Serie Man-S | Multiman-S / Orchestrator 1977 | info + foto | ||||||
| Multiman-S2 | ||||||||
| Serie Organizer | Organizer T1 | 1978 | info + foto | |||||
| Organizer T1/C | 1981 | info + foto | ||||||
| Organizer T2 | 1978 | info + foto | ||||||
| Organizer T3 | 1981 | info + foto | ||||||
| Altri organi | Toccata | 1981 | info + foto | |||||
| Serie DS | Digital Synthesizer DS1 1978 | info + foto | ||||||
| Digital Synthesizer DS2 1978 | info + foto | |||||||
| Serie Performer | Performer | 1979 | info + foto | |||||
| Performer 2 | 1983 | info + foto | ||||||
| Serie Road | Road Runner | |||||||
| Road Runner/2 | foto | |||||||
| Roadracer |
1981 |
info + foto | ||||||
| Serie piani digitali | DP 30 | |||||||
| DP 50 | 1981 | broscure | ||||||
| DP 80 | ||||||||
| Baby Grand |
1980 |
info + foto | ||||||
| Serie Synth multitastiera | Stratus | 1982 | info + foto | |||||
| Trilogy | 1982 | info + foto | ||||||
| Composer | 1983 | info + foto | ||||||
| Altre macchine | GDS | 1980 | info + foto | |||||
| OMB 2 | ||||||||
| Synthaphone | 1982 | info + foto | ||||||
| Spirit | 1983 | info + foto | ||||||
| Electronic Accordion | ||||||||
| Interfaccie Breath | E.V.I. | 1981 | info + foto | |||||
| Master's Touch | 1981 | |||||||
| Serie Bit | Bit One | 1984 | info + foto | |||||
| Bit 99 | 1985 | info + foto | ||||||
| Bit 01 | 1985 | info + foto | ||||||
| Bit MMK | 1985 | info + foto | ||||||
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Ringrazio vivamente il Sig. Crucianelli Sante e l’ingegnere Luciano Jura per le informazioni e l’appoggio morale fornito gratuitamente al fine pratico del progetto di rivalutazione di queste macchine. Contemporaneamente ringrazio Ernesto Eleuteri (lesrockets) per avermi fornito molto materiale utile ai fini di questa ricerca, l'Organ Planet di Lissone e il Music Match di New York. |
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