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Per chi non può permettersi per problemi di spazio o di denaro un organo Hammond e ha la necessità di ricrearne il caratteristico suono elettro-meccanico, un organo CRUMAR potrebbe risultare un’ottima ed economica alternativa. In questo caso parliamo del primo organo elettronico con caratteristiche moderne costruito dalla Crumar nel 1978; uno dei modelli più fortunati della nuova serie, sia per le potenzialità timbriche che per l’ottimo ed accattivante design.
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La
tastiera è a cinque ottave e la stringa controlli risulta semplice e
intuitiva. Analizzando la stessa, da sinistra verso destra, si trova per
prima cosa un flettore di “pich bending”; si tratta di quel ruotino in
grado di variare l’intonazione in tempo reale e cioè la frequenza fino
ad un mezzo tono per nota. Di seguito troviamo il potenziometro del volume
generale. La sezione “modulation” si compone invece di tre
potenziometri che controllano l’effetto del vibrato; a tale proposito è
consigliabile, vista la semplicità dell’effetto oscillante, di abbinare
un Lesile in uscita. Il “rate” controlla la velocità d’oscillazione
del modulatore mentre i due potenziometri “vibrato” e “tremolo”
aumentano e diminuiscono i due effetti corrispondenti. Il pannello di
controllo è dotato poi di cinque interruttori a led, il primo serve per
azionare i “drawbars” mentre i restanti selezionano tre preset
analogici di serie. I settaggi del costruttore per quanto riguarda i
preset sono i seguenti: Preset
2 : 16’ / 5(1/3’) / 8’ = combinazione caratteristica d’emulazione
ma a volume ridotto. Preset
3 : 16’ / 2’ = canna bassa e canna grave a volume sostenuto Preset
4 : tutti i registri = timbro d’organo completo Un
ulteriore consiglio è quello di sfruttare però i nove cursori “drawbars”;
questi permettono di creare infiniti timbri d’organo e di arrivare ad
una migliore emulazione hammond. Le nove voci comprendono i seguenti
registri: 16’
/ 5(1/3’) / 8’ / 4’ / 2(2/3’) / 2’ / 1(3/5’) / 1(1/3’) /
1’. Sono presenti altri nove registri identici per il timbro percussivo, questi sono tuttavia azionabili solamente tramite gli interruttori, quindi il volume di ognuno non è settabile singolarmente ma solamente nell’insieme tramite il cursore “percussion vol.”. L’altro cursore “percussion decay” varia lo smorzamento dell’effetto percussivo; per chi necessita di una maggiore incisività nell’attacco del suono percussivo è stato installato un circuito di “key-click” azionabile tramite due pulsanti (k1 e k2) corrispondenti ai due attacchi disponibili. L’ultima sezione di controllo riguarda il circuito che produce il basso monofonico miscelabile alle prime 24 note inferiori della tastiera. Il cursore del “volume” regola la quantità di basso da miscelare mentre il selettore “mode” rende disponibile la scelta della modalità: “off” sta’ per spento e quindi non sono presenti note di basso ad inizio tastiera, “perc” identifica quel suono tipico del basso elettrico mentre “sust.” contraddistingue il suono continuo proprio dei bassi sintetici. “Decay” regola il tempo di smorzamento della nota bassa mentre “range” e “resonance” controllano rispettivamente l’apertura/chiusura del filtro e la frequenza di risonanza; a tale proposito è utile questo filtro VCF, avremo pertanto un doppio emulatore in un'unica tastiera: l’organo per il suono Hammond e il basso in perfetto stile Minimoog. Sul pannello posteriore sono presenti due uscite audio, una per la sola sezione bassi e l’altra di “main” per il suono generale; inoltre c’è un controllo rotativo per l’accordatura e la presa del pedale del volume fornito di serie. |
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