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Per chi non può permettersi per problemi di spazio o di denaro un organo Hammond e ha la necessità di ricrearne il caratteristico suono elettro-meccanico, un organo CRUMAR potrebbe risultare un’ottima ed economica alternativa. In questo caso parliamo della versione a doppio manuale e registro del mitico T1.
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Le due
tastiere del T2 sono a cinque ottave e la stringa controlli generale
risulta semplice e intuitiva. Analizzando la stessa, da sinistra verso
destra, si trovano per prima cosa due volumi, il primo è dedicato alla
sola tastiera inferiore (lower) mentre il secondo controlla il volume
generale (master). La sezione “modulation” si compone di tre
potenziometri che controllano l’effetto del vibrato; a tale proposito è
consigliabile, vista la semplicità dell’effetto oscillante, di abbinare
un Lesile in uscita. Il “rate” controlla la velocità d’oscillazione
del modulatore mentre i due potenziometri “vibrato” e “tremolo”
aumentano e diminuiscono i due effetti corrispondenti. Il pannello di
controllo della tastiera inferiore è dotato di cinque interruttori a led,
il primo serve per azionare i “drawbars” mentre i restanti selezionano
tre preset analogici di serie. I settaggi del costruttore per quanto
riguarda i preset sono i seguenti: Preset 2
: 16’ / 5(1/3’) / 8’ = combinazione caratteristica d’emulazione ma
a volume ridotto. Preset 3
: 16’ / 2’ = canna bassa e canna grave a volume sostenuto Preset 4
: tutti i registri = timbro d’organo completo Un
ulteriore consiglio è quello di sfruttare però i nove cursori “drawbars”;
questi permettono di creare infiniti timbri d’organo e di arrivare ad
una migliore emulazione hammond. Le nove voci comprendono i seguenti
registri: 16’ /
5(1/3’) / 8’ / 4’ / 2(2/3’) / 2’ / 1(3/5’) / 1(1/3’) / 1’. Il
pannello di controllo della tastiera superiore è praticamente identico a
quello della tastiera inferiore con l’aggiunta dei registri percussivi e
di due preset analogici diversi, i settagli sono i seguenti: Preset
2 : 8’ / 4’ / 2(2/3’) Preset
3 : 8’ / 4’ Preset 4
: tutti i registri = (come sotto). Sono presenti altri nove registri per il timbro percussivo, questi sono tuttavia azionabili solamente tramite gli interruttori, quindi il volume di ognuno non è settabile singolarmente ma solamente nell’insieme tramite il cursore “percussion vol.”. L’altro cursore “percussion decay” varia lo smorzamento dell’effetto percussivo; per chi necessita di una maggiore incisività nell’attacco del suono percussivo è stato installato un circuito di “key-click” azionabile tramite due pulsanti (k1 e k2) corrispondenti ai due attacchi disponibili. L’ultima sezione di controllo riguarda il circuito che produce il basso monofonico miscelabile alle prime 24 note della tastiera inferiore (lower). Il cursore del “volume” regola la quantità di basso da miscelare mentre il selettore “mode” rende disponibile la scelta della modalità: “off” sta’ per spento e quindi non sono presenti note di basso ad inizio tastiera, “perc” identifica quel suono tipico del basso elettrico mentre “sust.” contraddistingue il suono continuo proprio dei bassi sintetici. “Decay” regola il tempo di smorzamento della nota bassa mentre “range” e “resonance” controllano rispettivamente l’apertura/chiusura del filtro e la frequenza di risonanza. Nel blocchetto di sinistra sulla upper keyboard è presente un flettore di “pich bending”; si tratta di quel ruotino in grado di variare l’intonazione in tempo reale e cioè la frequenza fino ad un mezzo tono per nota. Sul pannello posteriore sono presenti tre uscite audio, una per la sola sezione bassi, una per il suono proveniente dalla tastiera inferiore e l’altra di “main” per il suono generale; inoltre c’è un controllo rotativo per l’accordatura e la presa del pedale del volume fornito di serie. Opzionale era venduta una pedaliera, difficilmente reperibile, a 13 note con volumi regolabili per comandare la sezione basso. |
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