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SINTETIZZATORE
ANALOGICO CON OSCILLATORI CONTROLLATI DIGITALMENTE A cavallo fra i settanta e gli ottanta, i tecnici della Crumar avevano progettato uno tra i primi sintetizzatori a polifonia completa, il POLYTRON che non venne comunque prodotto in serie. Contemporaneamente i rapporti con la “Music Technology” prima, e con la “Digital Keyboard” in seguito, portarono alla realizzazione del CRUMAR TRILOGY, sempre a polifonia completa. E’ da tener presente che all’epoca i concorrenti giapponesi proponevano macchine a sei o a otto voci al massimo; a parità di costo la Crumar offriva lo splendido TRILOGY e il suo fratello minore denominato STRATUS. Trovare un TRILOGY, perfettamente funzionante, sarebbe oggi per un appassionato di polifonici una vera gallina dalle uova d’oro, anche perché l’elettronica impiegata risulta d’alto livello. L’estetica della tastiera è di fatto molto affascinante, apprezzata da molti utilizzatori, come anche il pannello di controllo dotato di un banco memorie a sette preset. Questi spaziano dal suono leader analogico ai brass sintetici, dal piano elettrico agli effetti speciali. Quando venne commercializzato esisteva la possibilità per i possessori di recarsi nei centri assistenza Crumar e farsi sostituire i preset; la scelta di nuovi suoni veniva fatta su alcune librerie edite dalla casa costruttrice. Il primo preset è lasciato libero e risulta impostato in una posizione neutrale di tutti i controlli; pertanto viene adoperato come punto di partenza per la creazione dei toni desiderati. Purtroppo non è possibile memorizzare alcuna variazione dei controlli e nessun suono originale poiché il sintetizzatore non possiede locazioni di memoria riscrivibili. Il TRILOGY funziona anche come tastiera per creare tappeti d’archi e suoni d’organo, grazie alla sezioni STRING ENSEMBLE e ORGAN; si pone quindi come strumento elettronico atto a ricreare tre famiglie di strumenti, l’organo, i violini e il sintetizzatore. |
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Blocchi
di controllo, tastiera e connessioni del TRILOGY : §
Waveform
Selection § Oscillator 1 (DCO1) § Oscillator 2 (DCO2) § Envelope Generators §
VCF (Voltage
controlled filters) §
LFO (Low
frequency Oscillator) §
Modulation
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TASTIERA § Glide section §
Joystick - ORGAN (output) : jack di uscita riservato al suono prodotto dalla sezione ORGAN. Si collega a questa presa un primo canale del mixer. - POLYSYNTH (output) : jack di uscita riservato al suono prodotto dalla sezione “sintetizzatore”. Si collega a questa presa un secondo canale del mixer. - STRING (output) : jack di uscita riservato al suono prodotto dalla sezione STRING. Si collega a questa presa un terzo canale del mixer. - RELEASE (pedal controls) : jack d’ingresso per pedale; tramite il quale è possibile controllare il rilascio finale del suono. - SINC. (pedal controls) : jack d’ingresso per pedale; tramite il quale è possibile controllare il sincronismo fra i due oscillatori. - VCF (pedal controls) : jack d’ingresso per pedale; tramite il quale è possibile controllare la chiusura e l’apertura del filtro. - VOLUME STRING (potenziometro) : è possibile regolare separatamente la quantità di suono presente all’uscita “string”. - FOOTAGES (potenziometro) : regola l’altezza del suono prodotto dalla sezione “violini”. Più precisamente il cursore varia l’escursione anche a valori d’ottava intermedi, da un valore basso (16’) ad uno altro (8’). - TIMBRE (potenziometro) : la variazione del parametro aggiunge o toglie una modulazione a dente di sega al suono dei violini, questo per conferire una dimensione acustica più o meno corpulenta. - ATTACK (potenziometro) : con questo parametro viene deciso il tempo di attacco iniziale del suono prodotto dalla sezione violini. Il parametro agisce esclusivamente sull'amplificatore controllato in tensione, quindi a valori minimi l’attacco risulta immediato mentre a valore elevati il suono cresce con lentezza prima di raggiungere il valore massimo di amplificazione. -
RELEASE (potenziometro) : con questo parametro viene deciso il
tempo di rilascio finale del suono prodotto dalla sezione violini. Il
parametro agisce esclusivamente sull'amplificatore controllato in
tensione; quindi a valori minimi il rilascio del suono, dopo aver
abbandonato la nota, risulta immediato mentre a valore elevati il suono
decresce con lentezza sempre e comunque dopo aver staccato le dita dalla
tastiera. - VOLUME (potenziometro) : è possibile regolare separatamente il volume del suono presente all’uscita “organ”. - “FOOTAGES” (4 slider) : tramite questi cursori è possibile regolare i valori d’intensità provenienti dagli oscillatori ad onda quadra della sezione organo. Più precisamente le altezze del suono risultano suddivise in quattro scale regolabili per ricreare sempre inedite sonorità d’organo. -
VOLUME (potenziometro) : è possibile regolare separatamente il
volume del suono presente all’uscita “polysynth”. Analizzo
uno ad uno i vari blocchi di controllo della sezione "sintetizzatore": - WAVEFORM SECTION : esiste la possibilità di scegliere tramite il commutatore (WAVEFORM) quale delle due forme d’onda dev’essere prodotta da uno o da entrambi i DCO. Sono disponibili le classiche a dente di sega e la quadra. Una terza posizione dello stesso commutatore (MIX) permette di sommare le due onde tra loro. L’interruttore ENABLE decide quindi se queste saranno prodotte da entrambi gli oscillatori (MULTI) oppure da uno solo (MONO). A tal proposito un terzo interruttore (ALTERNATE SAW/SQ) permette di concatenare in serie l’onda quadra e quella a dente di sega. Una vera sciccheria. - OSC 1 : nel TRILOGY gli oscillatori sono DCO e cioè dei classici oscillatori analogici controllati però da un circuito digitale a scansione della tastiera. Il blocco in questione regola le impostazioni relative al primo DCO. Il pulsante (OCTAVE) seleziona il range d’ottava più alto oppure quello più basso; tramite il cursore (FINE TUNE) si regola l’intonazione finale prodotta. Il led (PHASE) permette di verificare la perfetta accordatura tra i due oscillatori. L’altro pulsante, contrassegnato dalla scritta (SYNC.) viene premuto infatti per attivare il sincronismo tra i due, in questo caso vengono prodotte delle frequenze praticamente all'unisono. - OSC 2 : il blocco in questione regola le impostazioni relative al secondo DCO. Il pulsante (OCTAVE) seleziona il range d’ottava più alto oppure quello più basso; tramite il cursore (FINE TUNE) si regola l’intonazione finale. Il led (PHASE) permette di verificare la perfetta accordatura tra i due oscillatori. Disattivando il sincronismo e premendo il pulsante (OCTAVE MOD.) viene applicata la modulazione al secondo oscillatore, l’effetto è molto simile a quello prodotto da uno sfalsamento o da un trillo. - ENVELOPE GENERATORS : questo blocco possiede quattro cursori che regolano i parametri inerenti al generatore di funzione. L’inviluppo prodotto viene applicato al VCF ed è di tipo classico a quattro segmenti; il tempo di attacco iniziale (A), quello di decadimento iniziale (D), il livello di tenuto (S) e il tempo di rilascio finale ®. - VOLTAGE CONTR. FILTERS : i comandi nel blocco in questione regolano i parametri relativi al VCF del TRILOGY. Più precisamente risulta settabile la frequenza di taglio del filtro passa-basso, tramite il cursore (CUTOFF), mentre le armoniche prossime al punto suddetto vengono enfatizzate dal valore di risonanza impostato dal cursore (RESONANCE). E’ possibile inoltre decidere quanto le tensioni provenienti dal generatore di funzione agiscano sull'azione del filtro; basta ruotare in senso orario il cursore (ENVELUPE) per un inviluppo di tipo positivo, oppure in senso antiorario per un inviluppo di tipo negativo. Se è collegato un pedale all’ingresso “pedal VCF”, è possibile alternare il controllo del filtro da parte del generatore d'inviluppo o del pedale stesso. Per decidere da quale fonte il filtro preleva la tensione di controllo, si utilizza l’interruttore a due poli (PEDAL). Nella posizione di ON il controllo arriva direttamente dal pedale mentre in OFF sarà l’inviluppo a dettare l’apertura e la chiusura del filtro. - LOW FREQUENCY OSCILLATOR : (LFO ROUTING) è un commutatore che seleziona a quale componente del TRILOGY viene applicata la bassa frequenza modulante. Posizionandolo su VCA si ottiene un effetto sonoro di tremolo mentre su VCF si applica la modulazione al filtro; la terza alternativa riguarda la modulazione (FM) che produce il classico effetto di vibrato. E’ decidibile tramite (WAVESHAPE) quale onda far produrre all’oscillatore a bassa frequenza, disponibili quella triangolare e quella quadra. L’interruttore (RESET) riguarda la cancellazione del tempo di ritardo (vedi “delay time” sotto) prima che inizi la modulazione. -
MODULATION : Si posso variare i seguenti parametri relativi alla
sezione LFO. Il potenziometro (RATE) regola la velocità d’oscillazione
del modulatore, mentre (DEPTH) imposta quanto effetto verrà applicato al
suono. Il tempo di ritardo, da quando viene premuto un tasto a quando
inizia la modulazione, viene impostato dal valore di “delay time”
tramite il cursore (DELAY). L’ultimo cursore contrassegnato dalla
scritta (SLOPE) decide se la modulazione avviene in maniera rapida oppure
graduale. - JOYSTICK : si tratta di una levetta che si muove sugli assi X, Y e in diagonale per effetti combinati. Spostandola sull’asse X si ottengono variazioni di frequenza mentre su Y si applica la modulazione al VCF o al VCA. Grazie al joystick si possono realizzare passaggi di mezzo o quarto di tono (posizioni intermedie dell’asse X), permette inoltre di tirare le note per glissati naturali d’archi. Inoltre s’interviene in tempo reale sull’esecuzione con simulazioni di vibrazione, effetto ugola o flessione di chitarra. -
OSCILLATOR GLIDE : Il glissato è una forma di portamento,
introdotta in ogni nota e senza salto. Il cursore (AMOUNT) determina la
curva dell’intonazione automatica mentre lo (SPEED) la velocità
dell’oscillatore che produce l’effetto. Un interruttore (ENABLE)
determina se applicare il pitch bend automatico alle note oppure no ed
infine un commutatore DIRECTION a quattro posizione determina il tipo di
glissato applicato alle note. (vedi
i quattro tipi di glissato) |
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